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da Mario Murdolo

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Ho letto con molto interesse e contettezza l’articolo-intervista del giornalista Antonio Baldari e ne condivido in toto l’umore e l’entusiasmo che traspare dalle parole della nostra cara paesana Antonella Simonetti.. Conosciamo da sempre la sua crescita culturale, sociale ed altruistica da sempre e percio’ non possiamo mettere in dubbio la sua volonta’, la sua voglia di darsi agli altri, avendo lei fatto un percorso lungo e produttivo, lavorando in una cooperativa di diversamente abili e convivendo con loro dolori si, ma maggiormente soddisfazioni perche’ aiutare ad esprimere proprieta’ e risorse psichiche è molto piu’ difficile che dare un aiuto fisico o materiale.

Ad Antonella, voglio dire, senza ridimensionarla, che persone come noi, mi ci metto anch’io, ce ne sono tante e penso che siano la maggioranza.. E’ necessario “scovarle” e farla uscire dall’indifferenza, e farle entrare in un grande esercito di forze che si uniscono, si ritrovano e con la loro azione quotidiana, esprimano e portano avanti i nobili sentimenti della solidarieta’, dell’altruismo e della pace.

Se devo dirti la verità, anche sono animato e pregnato di questi sentimenti sopradetti, tante volte mi trovo in momenti di sgomento e di scoramento.

Ma poi dico che non può essere che il male possa sconfiggere il bene., camuffandosi di benemerenza con tante falsità.

Oggi è difficile amministrare sia per la crisi che attraversa tutto il mondo,sia perche’ si annidano sempre in tutti i gangli della societa’, coloro che di questa crisi traggono vantaggi.

Anche a Bivongi, nonostante le operazioni di facciata, è difficile amministrare. Percio’ mettiamoci in testa che se vogliamo bene al nostro paese non possiamo barare.

Guardiamoci negli occhi, e riconosciamo che la sintesi della competizione elettorale è risultata negativa. Non perchè ha vinto la lista n. 1 e la lista n. 2 ha perso. Ma perchè alla fine non si è scelto il meglio del paese; anzi si sono emarginate forze che erano ormai collaudate e garanzia sicura per amministrare il nostro bel paese, anzi si sono rotti rapporti consolidati anche a livello umano, e questo non è un bene per il nostro paese.

Parliamo tanto bene e con orgoglio del nostro paese. Non basta constatare che il nostro paese, sotto certi aspetti, è meglio di un altro per sentirsi appagati.

Siamo nel pieno dell’estate e, invece di sentirci preoccupati del depauperamento delle nostre campagne e montagne per gli incendi e per fatti delittuosi, facciamo diatribe e scommesse se a cantare viene Anna Oxa o Fiorella Mannoia. Va bene che feci bene a definire il nostro paese : “IL PAESE DEI BALOCCHI”. ma ci siamo accorti che su dieci negozi sette sono gestiti da esercenti provenienti da altri paesi che denotano il lassismo ed il rilassamento di un popolo da sempre laborioso. Si trascorrono le ore di tanto tempo libero giocando a carte e non solo, parlando di calcio e vivendo in ozio.

Non ci sono partiti, non c’è dibattito sociale, tanto c’è LUI che ci pensa.

Quanti sanno nel nostro paese (lo sanno piu’ all’estero tramite Facebook o altri organi di informazione, ) che la nostra Cantina Sociale e altre aziende vinicole, di salumi ecc. hanno raggiunto un mercato inimmagginabile. Lo sapete che la CAntina Enopolis di Bivongi è sbarcata in Cina con il nostro vino.

Frequento la palestra di Giuseppe Bruzzese, e mi stringe il cuore quando vedo che una struttura moderna ed attrezzata come quella “sopravvive “ per la frequenza di ragazza di Pazzano, Stilo e pochi bivongesi.

Non parliamo poi per il tennis (due campi da tennis) e di tutte le altre strutture utilizzate pochissimo. Almeno ci possiamo consolarci con il calcio, siamo andati pi prima categoria.

Non voglio dilungarmi piu’ .

Propongo ad Antonella, di creare una struttura politico sociale (anche nella biblioteca) dove possiamo ( non le solite associazioni) dedicare una parte del nostro tempo al fine di coagulare le nostre iniziative.

Non passa giorno che non passo dalla biblioteca e quando esco sono arricchito di piu’ energia e volonta’ di fare con le tante persone che incontro, e con le quali mi misuro giornalmente.

Anche il confronto elettorale è servito a farmi conoscere tante persone valide e che non vanno respinte nell’oblio perchè non sono state elette o altro. Con i loro interventi pubblici ci hanno dato una lezione di grande democrazia e confronto.

Incontriamoci, non basta il computer. Ci vuole l’incontro fisico e psichico.

Cosa ne pensate:

Uno dei tanti: Mario Murdolo

da Cosimo Murace

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In allegato, le considerazioni di un cittadino.

Copia della presente lettera, verrà recapitata anche all'altra lista.

Auguri e buon lavoro.

Cosimo Murace


Lettera aperta

QUELLO CHE VORREI

Quello che vorrei dare e quello che vorrei chiedere alla futura Amministrazione Comunale.

 

La venuta meno di centri politici decisionali (leggi sezioni di partiti politici organizzati), si è tramutata in assenza di confronto socio-culturale con la conseguenza che le risoluzioni che normalmente scaturivano dal serrato confronto e dalla dialettica nei suddetti luoghi, sono state soppiantate da scelte padronali singole o assunte da una ristretta cerchia (“cerchio magico”).

In questi anni l’agire, e quanto deliberato, è stato copioso ed importante, e non si intende valutare quì la bontà di quanto realizzato.

E’ evidente che spetta ai cittadini dotarsi di idonei strumenti per concorrere a determinare la politica del posto. E’ indubbio, anche, che ad un livello più alto, una Amministrazione Comunale in difetto di partiti politici sul posto, promuove e pratica momenti di confronto e dialogo al fine di coinvolgere più soggetti nella gestione di un bene (il Paese) che, ricordiamo,non appartiene agli amministratori di turno: viene loro temporaneamente affidato affinché lo proiettino nel futuro!

Appare  necessaria la costituzione di strumenti propri dell’Amministrazione Comunale, ma allargati alla partecipazione dei cittadini; momenti, cioè di consultazione nei quali il confronto si sviluppa e dal quale viene fuori una sintesi che l’Ente terrà in debito conto.

Creando maggiore partecipazione si formano ulteriori coscienze civiche: una risposta alla disaffezione verso la politica, un ritrovare slancio ideale e tensione morale, nonché una stagione nuova della quale questa Bivongi sente il bisogno!

 

Conosciamo lo slancio, la passione e l’abnegazione che possiedono tutti i candidati presenti a questa tornata elettorale: a loro va tutta la mia stima ed  affetto; si ritiene, comunque, ci voglia anche altro.

Intendo  dare alla futura Amministrazione Comunale,  le mie modeste idee e  conoscenze per concorrere a tutelare e sviluppare questo posto nel quale viviamo.

Intendo chiedere alla futura Amministrazione Comunale il ripristino delle regole del vivere civile; la formazione di amministratori pubblici nonché maggiore democrazia.

Bivongi, 3 maggio 2012

                                                                              Cosimo Murace