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Emanuele Valenti

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Emanuele Valenti
Classe 1969, Ingegnere elettrico

"I più mi conoscono come cannarozzo, per via del soprannome, e per via del sito internet (cannarozzo.it) che ho creato nel lontano 2003.

Oggi mi presento come Emanuele Valenti, laureato in Ingegneria Elettrica presso il Politecnico di Milano nel 2009.
Immediatamente dopo la laurea mi sono trasferito a Bivongi e dal 2010 lavoro come libero professionista, prevalentemente per lo studio che si occupa della riattivazione della centrale del Marmarico.

Da cittadino, libero e professionista ho scelto di buttarmi in questa esperienza politica.
Impegno me stesso ed i miei 'compagni' di avventura ad essere sempre CITTADINI, LIBERI e PROFESSIONISTI."

Lettera aperta

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Lettera aperta

Ai componenti della lista Bivongi al futuro, ai simpatizzanti.

Nei giorni scorsi il vescovo della diocesi di Locri-Gerace, Giuseppe Fiorini Morosini, ha scritto al presidente del Consiglio dei ministri, Mario Monti un accorato appello, scrivendo tra l’altro  “Le difficoltà economiche stanno imponendo duri sacrifici a tutti, ma noi nella Locride le stiamo vivendo in maniera drammatica, perché per tanti aspetti, che ora indicherò, qui non si è trattato di ridimensionare quanto si aveva, ma di perdere tutto. Dico tutto, senza retorica, perché certi tagli hanno comportato la perdita delle ragioni stesse per ipotizzare futuro.” (il testo completo della lettera lo trovate nella rassegna stampa Mondo del nostro sito bivongialfuturo.com).

Segue poi una, ahinoi tragica, descrizione del nostro territorio fatto di “numerosi piccoli centri con lunga storia alle spalle, che stanno lentamente morendo. La crisi in atto sta accelerando la loro fine: la perdita dei servizi più elementari, quali i presidi sanitari, le scuole materne, gli sportelli postali per le pensioni degli anziani, scoraggiano la permanenza delle giovani coppie in questi luoghi. Tutti fuggono verso la costa, creando le premesse di problemi molto più gravi: aggravamento del dissesto idrogeologico, criminalità, perdita di radici storiche, abbandono della piccola agricoltura, che ora integra il reddito, nuovi problemi nei paesi di approdo a causa della casa e del reddito insufficiente, denatalità in crescita, rapido invecchiamento della popolazione, definitiva perdita di interesse per l’agricoltura, il cui ritorno sarebbe un vero sbocco produttivo per la zona.”

La lettera poi si chiude con le parole “Non è difficile a Locri per un Vescovo parlare di legalità e di condannare la criminalità; difficile è dare speranza.”

Io sento che questa lettera è indirizzata anche a noi che ci proponiamo come futuri amministratori di un piccolo centro con una lunga storia alle spalle che non ha voglia di scomparire.

Nel nostro piccolo dobbiamo dare quella speranza, così difficile da dare anche per un vescovo.

Emanuele Valenti