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Comunicato stampa del 16 novembre 2016

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Dopo aver messo in rilievo l’incresciosa ed irrisolta questione delle Poste, è compito di questa compagine consiliare di minoranza mettere in luce le problematiche inerenti al depuratore.  E’ del 10 novembre la determina n.499 della Provincia di Reggio Calabria – settore idrico e fluviale ed ambiente ed energia – che ha revocato l’autorizzazione di scarico delle acque reflue urbane già concessa nel 2010. Le motivazioni ravvisate dall’ARPACAL sono riconducibili al reiterato superamento dei limiti di alcuni parametri fondamentali (BOD5 ed Escherichia coli) <<con potenziale pericolo per la salute pubblica e per l’ambiente>>.  In passato, abbiamo più volte formalmente richiesto al sindaco copia delle analisi delle acque reflue ed informazioni sul corretto funzionamento dell’impianto. Le nostre richieste beepmusic sono state vane dal momento che il sindaco non ci ha mai fornito i dati delle analisi, ma ci ha fatto pervenire  (febbraio 2014)  soltanto una comunicazione in cui faceva riferimento ad alcuni lavori in corso di esecuzione e ad altri imminenti.  A distanza di quasi tre anni i problemi sono rimasti irrisolti, nonostante le ripetute  rassicurazioni verbali rese in Consiglio comunale ed alla stampa. Nel Tg News di TeleMia del 30.11.2013 il sindaco asseriva: ”…l’impianto funziona perfettamente e le analisi sono apposto, i bivongesi possono stare più che  tranquilli”.  Nel corso degli anni e fino a meno di un mese addietro, il sindaco ha sempre ribadito che i risultati delle analisi sono positivi. 
E’ necessario ricordare che fino a febbraio 2012 l’impianto di depurazione era regolarmente gestito da una società specializzata del settore.  Con l’insediamento di questa Amministrazione, si è deciso di condurre l’impianto di depurazione in proprio, confidando in un risparmio che di fatto non c’è stato, a causa dei frequenti e costosi interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria tutti documentati.  Interventi, che comunque non hanno risolto le criticità strutturali e funzionali che hanno portato fino alla revoca dell’autorizzazione del 2010. Ora, si vorrebbe riaffidare la gestione ad una società specializzata. Perché ciò non si e pensato prima, invece di assumere in proprio la gestione dell’impianto di depurazione, con evidenti scarsi risultati.

                 I Consiglieri comunali di “Bivongi al Futuro”

                                                                                                    Ivan Leotta,   Emanuele Valenti

Bivongi, lì 16.11.2016                                                   

Comunicato Stampa

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COMUNICATO STAMPA

Da un articolo pubblicato nei giorni scorsi sulla stampa locale, è emerso che l'Amministrazione comunale stia ancora attendendo il pronunciamento del TAR,  relativo al ricorso presentato lo scorso anno contro lo scellerato provvedimento di Poste Italiane volto a ridurre di due giorni l'apertura dell'Ufficio Postale di Bivongi, in atto dal 7 settembre 2015.
Non ci risulta che tale affermazione sia stata rettificata o smentita e quindi, i cittadini, tra le varie azioni che l'Amministrazione ha promesso di mettere in campo, attendono fiduciosi anche il pronunciamento del TAR,  affinché l'Ufficio Postale possa riprendere il servizio di sei giorni a settimana. 
Peccato, però, che il TAR competente si sia già pronunciato e non da poco tempo.  A seguito di udienza del 24 febbraio scorso, infatti, il TAR Calabria - Sezione di Reggio Calabria, con la sentenza n.246/2016 ha rigettato il ricorso (n.849/2015) del Comune di Bivongi. 
Come mai il Sindaco non ha informato i cittadini ed il Consiglio comunale di tale atto? Eppure, da febbraio ad oggi ha rilasciato decine di interviste a giornali e ad emittenti televisive locali. Come mai il ricorso è stato proposto oltre i termini di legge fissato in sessanta giorni? 
Il TAR ha condannato il comune al pagamento di 1.500 euro di spese a favore di Poste Italiane e del Ministero dello Sviluppo Economico,  per un totale di 3.000 euro che vanno sommate alle parcelle dei legali per la difesa.  Il ricorso, infatti, è stato dichiarato "IRRICEVIBILE" e questa tardiva presentazione graverà sul bilancio comunale e quindi sui cittadini contribuenti. 
Nel frattempo, Poste Italiane, nel riassetto organizzativo dei servizi. ha disposto, a decorrere dalla prossima settimana , l'apertura della filiale di Bivongi nella giornata di sabato, essendo che vi presta servizio un solo operatore con un'ingente mole di lavoro. 
Va, inoltre, detto che parecchi comuni hanno  vinto il ricorso al TAR  presentando il ricorso nei termini di legge  ed altri ancora hanno ottenuto il ripristino delle giornate di apertura con una semplice mediazione tra le parti.

                            

                                                                                         I Consiglieri comunali di “Bivongi al Futuro”

                                                                                                    Ivan Leotta,   Emanuele Valenti

Bivongi, lì 17.10.2016

[nella pagina rassegna stampa il testo della sentenza]